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CON AMBIGUITÀ E REMISSIVITÀ PIÙ TERRORISMO MENO EUROPA

CON AMBIGUITÀ E REMISSIVITÀ

PIÙ TERRORISMO MENO EUROPA

Stefano Parisi

L’Europa è divisa e ininfluente. L’Europa è stretta nella morsa delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, ai suoi confini e nel suo mare, e non riesce a influire su quei conflitti che mettono a rischio la sicurezza dei suoi cittadini.
I Governi europei sono deboli e balbettanti nel sostenere Kiev, sono in ordine sparso ambigui e remissivi nella difesa di Israele e nella lotta al terrorismo islamico.
E così dopo quasi 230 giorni di prigionia per più di 100 israeliani nelle mani di Hamas, dopo che la Corte Penale Internazionale ha messo sullo stesso piano i vertici di Hamas e la leadership israeliana (proponendo per tutti un mandato d’arresto internazionale), dopo che Israele, e non Hamas, è sotto processo presso la Corte di Giustizia Internazionale accusata di genocidio, dopo che Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono unilateralmente lo stato palestinese (dando ulteriore sostegno ai vertici di Hamas), dopo che le Università occidentali si piegano alla pressione violenta di giovani “studenti” finanziati e infiltrati dal terrorismo internazionale, il Governo italiano incontra il nuovo vertice dell’ANP e non chiede la condanna del progrom del 7 ottobre? Non chiede che venga riconosciuto dall’ANP il diritto all’esistenza di Israele?
La soluzione dei “due popoli e due stati”, per non essere un semplice slogan ripetuto nella totale ininfluenza, per essere un obiettivo credibile, deve essere condizionata alla sconfitta militare del terrorismo, all’eliminazione dell’odio verso Israele, verso gli ebrei e l’occidente, al riconoscimento del diritto all’esistenza di Israele.
Ma veramente il Ministro degli Esteri pensa che “l’Italia, grazie alle sue posizioni equilibrate” possa svolgere un ruolo per una pace duratura a Gaza? Di remissività si alimenta il terrorismo. Di ambiguità e opportunismo morirà l’Europa. Nell’apatia soccomberà l’occidente democratico.