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MICHELE SERRA PER GAZA

MICHELE SERRA PER GAZA

Stefano Parisi

Michele Serra, dalla sua Amaca, oggi scrive di Gaza su Repubblica. Dice che ormai è chiaro: Israele non vuole annientare i terroristi di Hamas, ma la popolazione civile di Gaza, un’operazione di annientamento progressivo. Serra non crede che i morti a Gaza siano terroristi, come vuol far credere la propaganda di Israele, ma tutti civili, come invece dice il Ministero della Salute di Hamas, che evidentemente Serra giudica più affidabile.

Serra non dice che ci sono ancora 59 ostaggi civili israeliani a Gaza, non dice che il cessate il fuoco è finito senza che Hamas concordasse la liberazione di tutti gli ostaggi, non dice che Hamas si sta riorganizzando e riarmando finanziata dal Qatar, non dice chi gli Houti stanno mandando missili su Israele tutte le notti. 

Michele Serra è il promotore della manifestazione di sabato 15 marzo a Roma: “Una piazza per l’Europa”. Immagino che molti dei partecipanti a quella manifestazione si sentano a disagio leggendo questo articolo. L’Europa, deve prendere in mano il suo destino, difendersi dalla minaccia russa e dalla minaccia dell’Islam radicale, investire nella propria sicurezza. L’amministrazione Trump sta accelerando, senza mezzi termini, il disimpegno politico e militare degli Stati Uniti (iniziato con Obama) dalle tensioni geopolitiche fuori dai propri confini. L’amministrazione Trump sta abdicando al proprio ruolo di leader del mondo libero. Se L’Europa vuole assumere quel ruolo, rafforzare la sua capacità di difesa, pesare di più nella Nato, deve anche avere una visione chiara, non solo sulla minaccia russa, ma anche sulla difesa delle democrazie occidentali contro l’aggressione dell’Islam radicale. Un’Europa incerta sulla lotta al terrorismo, ambigua sulle scelte strategiche, assente nello scenario mediorientale, che osserva e giudica con questo senso di moralismo sospeso cedendo alla propaganda dei terroristi, è un’Europa che si perderà e non salverà l’occidente democratico.